venerdì 6 luglio 2007

Giocare al pc non fa più male

Come al solito quando si tratta di queste notizie, arrivano smentite su smentite nell’arco di pochi mesi, spesso per questioni commerciali.

Ora per esempio, dopo miliaia di volte che si è data la colpa di gesti poco leciti da parte dei bambini che imitavano videogiochi, sappiamo che, come ha decretato Archives Of Pediatrics & Adolescent Medicine, una rivista medica, i videogiochi non fanno male.

In realtà pare che responsabilizzino i ragazzi a strutturare meglio il proprio tempo, dovendo spesso cedere il posto a fratellini, sorelline o amici e così via. Si è visto anche che effettivamente, su un campione di ragazzi presi in esame, soltanto un’ora al giorno viene dedicata all’attività del gioco al computer o alle console, dato molto meno allarmante di quanto non ci si aspettasse visto anche che nel fine settimana quell’ora al giorno addirittura si dimezza. Ovviamente questo accade nel campione in esame... sappiamo bene che ci sono ragazzi che iniziano a giocare al pc la mattina e finiscono a tarda notte sotto gli occhi rassegnati dei propri genirori... ma in linea di massima i dati emessi sono confortanti.

Il momento di gioco diventa soprattutto momento di aggregazione. Ovviamente ci sono anche cali relativi ad altri campi: il gioco toglie in parte tempo allo studio e molto molto più tempo alla lettura e, anche se non saranno cifre preoccupanti, è indubbio che altre attività ludiche (anche il semplice uscire) tendano a diminuire di pari passo con l’aumentare del tempo speso al pc a giocare.

I motivi non sono precisi; Gli adolescenti dovrebbero trovare più attraente uscire e incontrare gente piuttosto che prendere il colore dell’intonaco stando giorno e notte a giocare davanti ad un monitor, ma contenti loro...

giovedì 5 luglio 2007

Quasi spezzata una coppia a colpi di email

Eh già, è successo a Palermo, anzi non era ancora successo, ma ci si stava davvero vicini.

La situazione è questa: un uomo poco più che trentenne ha cercato di distruggere l’armonia di una normalissima coppia sua amica perchè innamorato della donna del suo amico. Cercando di non interferire attivamente mettendoci la faccia, anche perchè avrebbe rovinato oltre che un amore anche un’amicizia, ha pensato bene di colpire con discrezione (se di discrezione si può parlare quando rientrano metodi illeciti).

Questo benpensante ha ritenuto di portare la coppia a sfaldarsi da sola invece che andare a creare scompiglio attraverso un gesto piuttosto banale ma evidentemente efficace: inviare email anonime alla donna facendole credere che suo marito la tradisse.

Se inizialmente fu considerato come semplice spam, dopo la donna ha cominciato a sentirsi ossessionata dalla faccenda cominciando a dare più importanza alle parole dell’anomimo piuttosto che a quelle del suo uomo. Erano già pronte davanti alla porta le valige del suo lui, quando, il persecutore forte del suo animo nobile e una coscienza linda, si è rivolto alla Polizia.

E qui si è scoperto tutto: si è riusciti ad arrivare al colpevole mittente delle mail e ora moglie e marito stanno insieme che si amano più di prima lanciando bestemmie tra i denti a colui che voleva mettere a repentaglio la loro storia.

La brava persona adesso dovrà fare i conti con chi di competenza e rispondere di accuse del calibro di: molestie e ingiurie. Anche troppo poco per quello che aveva intenzione di fare! Facile nascondersi dietro all’anonimato e mettere tarli nelle menti della gente! Se avesse anche detto solo il suo nome, la coppia avrebbe capito tutto (a meno che non avrebbe mentito), lo avrebbero mandato al diavolo e tutto sarebbe scivolato liscio come l’olio.

Ben gli sta!

mercoledì 4 luglio 2007

Bill Gates non è più il più ricco al mondo

Ormai ci si sente male solo a sentirlo. Bill Gates è sempre stato il simbolo dell’uomo più ricco del mondo anche per chi come me non sapeva esattamente il suo guadagno lordo. Non importava sapere quanto prendesse... ma bastava pronunciare il suo nome per associarlo automaticamente alla vetta tra gli uomini più ricchi del mondo!

Ora non più. Bisognerà sfatare il mito e farsene una ragione. Il sinonimo di “ricco da far schifo” non è più suo, ma di un tale Carlos Slim patron delle telecomunicazioni messicane che ha visto la sua rapida ascesa nella classifica dei Paperon de Paperoni del mondo dopo l’acquisizione di America Movil gigante delle telecomunicazioni che, partito dal Messico, si sta espandendo sempre più sul territorio mondiale.

Lo stacco tra Slim e Gates è piuttosto importante, di quasi 10 miliardi di dollari, ma andiamo ai numeri: Slim batte Gates per 67,8 miliardi a 59,2 miliardi.

La notizia è stata annunciata da “Sentido Comun”, un periodico messicano e dall’altra parte gli introiti di Slim portano molto lustro al Paese latino americano. Il sorpasso è stato evidente e chi si dovrà abituare a questa nuova realtà saranno tutti coloro (dopo Bill Gates ovviamente) che si erano abituati a vedere il più ricco di tutti nell’anonimo volto del papà di Microsoft.

Non sarà facile farci l’abitudine, almeno per me... è da sempre che sento parlare di Bill come il riccaccio di turno. Se è stato un brutto colpo per me, figurarsi per lui!

martedì 3 luglio 2007

Licenza touchscreen per Nokia

Le trattative tra Nokia e Immersion si sono concluse questo lunedì dopo qualche disputa. Andiamo per punti: Nokia sappiamo bene essere uno tra i massimi (se non il massimo) produttori di telefoni cellulari, così come la Immersion è praticamente la prima società al mondo nello sviluppo di tecnologie touchscreen.

Ricordiamo quanto in passato la Nokia avesse voluto da un lato migliorare i suoi dispositivi con caratteristiche touchscreen, ma dall’altro pensasse che la gente non fosse ancora pronta ad interagire così direttamente con un cellulare. Tutti questi bei dicorsi si sono conclusi avendo dato vita (al contrario di quanto si pensasse) ad un’ottima collaborazione tra le due case.

Ricordiamo che Nokia non si è appoggiata alla prima società trovatasi a tiro, non può farlo e mettere in pericolo i suoi profitti. Si è rivolta a Immersion che, oltre a curare da diversi anni l’ambito della tecnologia touchscreen, può vantare partnership di grande rilievo come Samsung e LG che per primi hanno deciso di adottare lo schermo dei loro dispositivi sensibile al tocco, sempre dopo l’iPhone, ovviamente.

L’accordo tra le due case prevede che Nokia conceda agli sviluppatori di Immersion il Software Development Kit così come questi ultimi si impegnino a creare anche versioni scaricabili da internet.

Secondo Victor Viegas, direttore di Immersion, questo sarebbe un grande passo per Nokia che potrà offrire ai suoi utenti una tecnologia che si definisce multisensoriale, più umana e che non debba essere soggetta a lunghi tempi di caricamento.

L’accoppiata è a dir poco vincente. Due assi insieme non possono che creare qualcosa di meraviglioso, vista già la forza con cui entrambi sono entrati nel mercato senza troppi complimenti e come ancora raccolgano favori e appoggi. Non ci sarà da meravigliarsi che la cosa andrà in porto, anzi, non ci si spiega perchè Nokia abbia tentennato tanto nel prendere questa decisione.

Ora non resta che aspettare il prodotto completo.

Stop al wrestling in tv

Benoit, ultima vittima del mondo del wrestling

A volte, si sa, la realtà supera la fantasia. E il successo, nel mondo dello sport, non sempre ha riscontri positivi.
Il wrestling ha visto cadere, una dopo l’altra, le sue stelle nel baratro. L’ultima è stata Chris Benoit, componente della WWE, la World Wrestling Entertainment ed ex campione mondiale dei pesi massimi e intercontinentale.
La notizia ha scioccato il mondo: nei giorni scorsi Benoit ha ucciso moglie e figlio per poi chiudere il cerchio con il suicidio nella sua abitazione in Georgia. Il gesto estremo sarebbe arrivato dopo un periodo buio attraversato dal 40enne atleta canadese, lontano da qualche tempo dai fasti del ring.

In Italia il wrestling, portato alla ribalta negli ultimi anni da Italia Uno, ha sempre totalizzato un ottimo share catturando pubblico di ogni età, soprattutto quello più giovane. Ed è stata proprio l’ultima tragedia a portare la rete Mediaset verso una coraggiosa scelta editoriale: stop al wrestling.

Il direttore di Italia 1, Luca Tiraboschi, ha deciso di non trasmettere più Wrestling Smack Down, il programma di successo in onda ogni domenica mattina giunto alla sua quinta edizione. Un comunicato stampa ha spiegato che la rete ha deciso di fare a meno di un «contenuto pregiato» della sua programmazione «nel rispetto del pubblico dei più piccoli che non può correre il rischio di confondere la realtà con la fantasia».
La scelta è stata oggetto di critiche. Da anni infatti si fanno campagne pro-wrestling, in nome di uno sport lontano, secondo alcuni, dall’ istigazione alla violenza. Non tutti i wrestlers sono degli assassini o dei modelli diseducativi. Compiere una scelta del genere, da parte di Italia Uno, significa uccidere un'intera categoria.
Della vicenda, immaginiamo, se ne parlerà ancora a lungo.
Cosa accadrà? Ma soprattutto, ci sarà un’altra rete italiana pronta a raccogliere questa pesante eredità?

lunedì 2 luglio 2007

Apple – Universal. Divorzio?

Il rapporto che lega ormai la Universal, una delle case discografiche maggiori al mondo ad uno dei più diffusi sistemi di distribuzione di musica online di casa Apple, iTunes, potrebbe giungere alla deriva.

La notizia è stata diffusa dal New York Times che spiega come siano nate alcune divergenze tra i due giganti in seguito alle trattative per il rinnovo del contratto che li lega: a quanto pare Universal vuole che il tipo di contratto sia mensile e non biennale come è stato fino ad oggi, pena, lo split totale tra i due e la Universal potrebbe vendere i suoi contenuti attraverso altri gestori di vendità di musica in rete.

Ovviamente se ciò accadesse, per la Apple sarebbe una strage in quanto iTunes possiede cavalli di battaglia del calibro di U2, Nelly Furtado, Akon ed Amy Winehouse solo per citarne alcuni e ovviamente tutti firmati Universal. Risultato: iTunes, quindi Apple, dovrebbe rinunciare ad una bella fetta di introiti dovuti all’assenza di artisti così rinomati (circa il 15 per cento).

Quel che si sa per certo è che Universal non sembra aver mai gradito la politica adottata da Apple, visti anche i timidi tentativi portare una modifica sui prezzi di iTunes o la proposta di tassare ogni iPod venduto perchè, sapendo che non tutti i brani presenti sul proprio iPod sono regolarmente acquistati, chi ci va a guadagnare di più è Apple invece che Universal (vero e proprio detentore dei diritti sui brani acquistati).

Insomma, che non andassero d’accordo si era già capito! Ora vedremo se la pratica di divorzio andrà avanti, intanto i rispettivi rappresentanti non rilasciano dichiarazioni e lasciano a noi di fantasticare sull’epilogo della storia.

Ma su, non fate così! Stringetevi la mano e fate pace! Che così ci guadagnate tutti! E invece no, sempre lì a fare gli antipatici, ognuno che tira dalla sua parte e nessuno pronto a patteggiare con calma. Andatevi a fare una pizza e parlatene tranquillamente davanti ad una birra fredda senza che nessuno cerchi di ubriacare l’altro a tradimento e subito si risolve tutto!

venerdì 29 giugno 2007

Smartphone by Linux

Si è sentito molto parlare del modello Neo1973, lo smartphone dal sistema operativo Linux, ma sin dal vociare della sua messa in produzione, l’evento è andato sempre più slittando; ora la data di uscita sembra sempre più concreta e si può dire con una certa ufficialità che sarà quasi sicuramente il prossimo ottobre (a parte imprevisti come ne sono già successi). Basti pensare che sono già 400 gli esemplari in fase di testing e dalle prossime settimane ne arriveranno ancora altri 600.

Neo1973 adotta una distribuzione Linux appositamente studiata per nascere come come alternativa ai sistemi operativi attualmente tra i più popolari come Symbian e Windows Mobile, ovvero la distribuzione OpenMoko.

L’annuncio dell’uscita di questo smartphone arriva proprio in concomitanza dell’effettiva messa in commercio del già celeberrimo i-Phone di casa Apple, tanto da conquistarsi così presto la seconda posizione accanto al prodotto della Mela. Al livello meramente tecnico vince l’i-phone che, provvisto di fotocamera (al contrario del Neo1973), non lascia la possibilità di modificare la piattaforma dello smartphone cosa che invece molte distribuzioni Linux fanno per professione.

Il prezzo del Neo1973 è relativamente più basso dell’i-phone, ma come quest’ultimo, ne esistono di due tipi: quello più economico di 300 dollari (circa 220 euro) e quello più costoso di 450 dollari (circa 330 euro).

L’interfaccia sarà particolarmente pratica da utilizzare e soprattutto molto accattivante grazie ad una grafica un po’ scontata ma molto d’effetto basata su toni metallici e lucenti. Di immediato uso, sembra aver conquistato ancora prima della sua uscita, tutti quei programmatori e non che vogliono personalizzare e mettere mani qua e là nel sistema per renderlo assolutamente originale.

Il punto di forza del Nuo1973 è dunque l’apertura alle modifiche grazie al suo carattere opensource in contrapposizione alla staticità dell’i-phone e per di più ad un prezzo decisamente più modico. C’è anche da dire che probabilmente il pubblico a cui è rivolto è diverso da quello della Apple: chi bada più a chi si vuole divertire con musica e filmati, chi invece pensa agli smanettoni che vogliono plasmare il codice e personalizzare il tutto.

Lo smartphone by Linux è senza dubbio una piacevole sorpresa, soprattutto per chi se ne intende (ma penso anche per chi lo vede come un comune palmare).

Ora non resta che attenderne l’uscita e vedere effettivamente come si comporta, ma a quanto pare, sembra proprio che non deluderà le aspettative.