martedì 21 agosto 2007

SMS ad 1 centesimo grazie a Skebby

Davide è un ragazzo di 24 anni che da qualche tempo a questa parte ha dimostrato iniziativa pari alle più solide colonne della tecnologia mondiale e dei gestori di telefonia mobile.

La notizia è una vera e propria benedizione per tutti coloro che inviano decine e decine di SMS al giorno e anche per chi ne manda qualcuno di tanto in tanto. Sappiamo bene che nella migliore delle ipotesi il prezzo minimo di un messaggio varia dai 10 ai 16 centesimi (escludendo promozioni attive sul cellulare). Davide Marrone ha sfruttato un piccolo software, ovviamente gratuito, che una volta scaricato sul telefonino consente di inviare SMS via internet abbattendo i costi in modo davvero significativo arrivando a spendere solo un centesimo.

La tecnologia UMTS ormai presente su gran parte dei cellulari ragiona in base alla quantità di informazioni inviate e proprio per questo un SMS che pesa meno di 1KB verrà a costare appena un centesimo (forse anche meno). Quel centesimo è dunque il costo necessario al trasferimento del messaggio attraverso i server di Davide. E nient’altro. Niente tasse o interessi vari: solo il prezzo effettivo del servizio.
Se, come affermato dal ragazzo, il progetto era partito qualche tempo per gioco assieme ad un suo amico, ora la questione si è fatta seria: Davide ha aperto una sua piccola società Mobile Solution s.r.l. grazie al sostegno economico di suo padre che è diventato anche suo socio.

Il sito è www.skebby.it ma grazie/a causa dei numerosi servizi in tv e sui giornali, è diventato in buona parte impraticabile grazie/a causa dell’incredibile traffico in entrata. Al momento il sito è disponibile per reperire le informazioni principali sul software di invio di SMS ad 1 centesimo e se si prova a visitarlo, si viene reindirizzati sul blog http://skebby.blogspot.com/ che promette prima di tutto la tempestiva risoluzione del problema di traffico sul sito su detto.

domenica 19 agosto 2007

Dopo Google e Amazon, Perfect 10 denuncia Microsoft

Il virus ha intaccato i grandi della nostra era. Se nell’obiettivo dell’accusa ci erano finiti SOLO Google e Amazon, ora è toccata a Microsoft.
La denuncia non parte da qualcosa di molto edificante, al contrario da un sito porno celebre in rete: Perfect 10. Il reato? Pubblicare immagini protette da copyright nel suo motore di ricerca e per di più contenuti che sarebbero accessibili dal sito ufficiale solo dopo aver stipulato un abbonamento e quindi aver pagato.Del resto è giusto… il contenuto era a pagamento. In questo modo il noto sito dedicato alle most beautiful natural women avrebbe riscontrato una concreta perdita di guadagni vedendosi ingiustamente defraudata.
Non finisce qui. A quanto asserito da Perfect 10, Microsoft avrebbe linkato a immagini esplicitamente protette da password e quindi violato in tutto e per tutto le note legali del portale stesso.
Ricordiamo che le iniziative giurisdizionali intraprese da Perfect 10 non hanno avuto molto successo. Da una parte c’è il sito che rivendica i suoi diritti di esclusiva e non ha intenzione di spartire i suoi contenuti con motori di ricerca che li divulgano senza preoccuparsi degli introiti del sito da cui attingono. Dall’altra però, ci sono gli interessi dei “consumatori” che hanno diritto di accedere a contenuti del motore di ricerca e che quindi superano quelli del sito danneggiato. Proprio in questo modo si concluse la disputa contro Google: primo stadio di processo a favore di Perfect 10 che sarebbe la vittima; ricorso da parte di Google: la sentenza si ribalta a suo favore.
Ci sono tutti gli indizi per pensare che anche questa volta finirà così… O forse no?

martedì 14 agosto 2007

Resident Evil 5 razzista? No, ma chi scrive sì!

E’ stata questa la conclusione a mio parere giustissima, a cui molti ragazzi sono arrivati dopo aver letto il blog che più degli altri accusa di razzismo il nuovo Resident Evil.
Quando ho avuto da ridire, l’ho spiegato bene come è successo per Manhunt 2, ma queste affermazioni su RE5 mi hanno un po’ fatto sorridere. Innanzitutto l’autore del blog in questione ha decretato che il gioco insegni l’odio verso i neri e faccia apparire normale la lotta contro gli stessi.
Non sono stata la sola a credere che chi ha scritto ciò l’ha fatto solo per innescare miccie… che poi si sono miseramente spente sotto i commenti dei lettori.

Resident Evil è sempre stato (e a quanto pare, sempre sarà) incentrato su storie horror e zombie… ma anche se così non fosse, coloro che seguono il videogioco sono bene abituati a questo tipo di meccanica. Ricordiamo inoltre che nella scorsa uscita, RE4 mostrava sempre le solite scene di lotta e sangue ai danni dei Ganados, di civiltà espressamente ispanica: in quel caso non si alzò nessun polverone. Giusto: è un gioco. Sono zombie: si uccidono. Non c’è nulla di più intrinseco… questa volta gli zombie sono di colore… qualcuno ha persino pensato che sia una bella idea, ma non perché è xenofobo! Solo perché si vede qualcosa di nuovo!

Insomma, chi ha scritto accusando RE5 di razzismo è stato a sua volta (e a ragione, aggiungerei) tacciato della stessa fobia. Perché? Semplice: ha dimostrato di muoversi solo per la virtuale uccisione dei neri, ma come è successo per ben quattro volte, non ha detto una parola sui massacri dei bianchi. In qualche modo giustificandoli, quindi. Altrimenti avrebbe detto qualcosa anche per le scorse uscite di Resident Evil.

Ora una piccola N.D.R.. Sono pronta a scommettere che la stessa situazione si sarebbe creata se il nero fosse stato l’assassino e non la vittima. Chi ama accusare di razzismo il prossimo dimostra una grande propensione al puntare il dito contro qualcuno. Non importa chi. Se il militare che uccide gli zombie neri, lo fosse stato anch’egli, di certo RE5 sarebbe finito alla barra degli imputati “perché il gioco rivela un’indole violenta e aggressiva lontana dalla realtà dando un’immagine negativa del popolo nero”… come già è successo per GTA e altri.
E pensare che si è partiti solo da 3 minuti di trailer...

mercoledì 8 agosto 2007

Strupra quindicenne e viene assolto: è sonnambulo

Mai sentito parlare di sonnambulismo nervoso? Ne soffrono molti ragazzi. E’ un processo che porta le persone che stanno vivendo un periodo particolarmente intenso o stressante, ad avere delle manifestazioni di nottambulismo: ci si alza nel cuore della notte e si fanno le cose più strane... si mettono i calzini in frigo, gli occhiali in forno e così via... addirittura si può stuprare qualcuno... detta così fa un po’ paura (ovviamente) ma il fatto è un altro... e anche vagamente comico.

E’ successo ad un militare americano che, dopo aver alzato un po’ troppo il gomito in un locale alla moda, si è andato a stendere su un materasso ad acqua dove (inspiegabilmente) stava sonnecchiando una quindicenne con la sua famiglia. Tragedia. La ragazza si sveglia mentre l’uomo la stava praticamente violentando.

Per quanto riguarda il militare, a detta sua, si è ritrovato nudo in mezzo ad una strada senza sapere neanche perchè (sarà vero?) e quando è rintrato nel locale è stato accolto da urla ed insulti e ha visto una ragazza piangere. Una volta vestito e riaccompagnato fuori, gli è stato spiegato cosa aveva fatto. Lui (!) era sotto shok e non era sicuro di quello che era successo, pensava ad uno scherzo ben orchestrato.

Il tribunale lo ha totalmente assolto in quanto gli ha riconosciuto un’infermità momentanea, il sonnambulismo nervoso appunto, in seguito alla sua chiamata nell’esercito americano e quindi sotto un fortissimo stress psicofisico. Ha per fortuna trovato la forza di andarsi a scusare con la quindicenne e con la sua famiglia... meno male! Non oso immaginare la faccia di quella poverina che si è svegliata con un tipo addosso che ci stava andando giù pesante... non pensavo che il sonnambulismo di una persona potesse essere così pericoloso. Per gli altri intendo.

martedì 7 agosto 2007

No agli spot farmaceutici velocissimi!

Finalmente una bella iniziativa! Ci avete mai fatto caso alle pubblicità dei farmaci, che gnaulano storie, fatti e vicende di qualcuno che soffre di diarrea, che ha mal di testa ecc ecc e poi alla fine, agli ultimi tre secondi (davvero) spiattellano le cose serie, tutti gli effetti collaterali... senza far capire niente?

A venirci incontro è il Ministero della Salute che, resosi conto di quanto ambigue ed incomprensibili siano quelle nozioni riportate velocissimamente alla fine degli spot, ha deciso di emanare un decreto che vieta la “compressione fonica”, il comprimere tutte le informazioni fondamentali in pochissimi secondi e per di più abbassando il volume (quando la pubblicità fa totalmente l’opposto urlandoci tutto contro).

Ora, quasi per legge, gli spot che hanno a che fare con prodotti farmaceutici o comunque con l’igiene intima o della casa, dovranno essere “a norma” scandendo bene in quali pericoli si potrebbe incorrere attraverso l’uso di un determinato prodotto. Tutti i responsabili si dovranno mettere in regola entro il 21 agosto... non che ci creda molto... ma il solo fatto di parlarne mi fa rendere conto che non ero io la sola a rimanere con la faccia a punto interrogativo sentendo quello dicono alla fine delle pubblicità.

Niente pappardelle pronunciate alla velocità della luce, allora. Era anche ora, almeno recuperiamo il recuperabile. Una cosa è certa (la stessa cosa che mi fa credere che questo provvedimento non andrà in porto): gli spot dovranno durare molto di più (quindi aumenterà anche il prezzo da pagare per i pubblicisti) per dire tutto quello che fino a questo momento hanno solo strizzato in pochi secondi... perchè se si prova a leggere quelle scrittine minuscole che compaiono mentre la voce le pronuncia, ci si rende conto che sono davvero un bel po’!

Sono proprio curiosa di vedere queste pubblicità dopo il provvedimento!

Second Life da la voce ai suoi avatar

Second Life torna a far parlare i sè. Nonostante si sia palesemente dimostrato un bluff, un fuoco di paglia, continua a fare notizia.

Negli ultimi tempi, a dire il vero, i rumors non erano stati dei più sereni. Second Life è ormai appestata dalla pedofilia e non si sa bene come intervenire; In più, proprio negli ultimi giorni si è addirittura sentito parlare di attentati terroristici. Per fortuna ci sono di mezzo solo avatar, ma ormai si dovrebbe capire una cosa: evidentemente le persone non cercano nel web un posto migliore, ma una semplice proiezione della vita reale, con tutte le sue ingiustizie ed i suoi orrori.

Insomma, in questo bel clima, cosa decide di fare Linden Lab per Second Life?! Dona la parola ai suoi abitanti! Basterà essere in possesso di cuffie e microfono per poter parlare in tempo reale con gli altri avatar. Se da una parte la cosa può sembrare carina, innovativa e stimolante, dall’altra non lo è.

L’intero progetto Second Life era iniziato così, con quel tipo di spirito democratico e comunitario che doveva legare persone di tutto il mondo in questa realtà virtuale. E così è stato. Ma per quanto tempo?! Poco, pochissimo. Una volta superata la curiosità del momento Second Life si è rivelata un mezzo fallimento e non solo. Un modo per agire indiscriminatamente senza metterci la faccia e senza prendersi le proprie responsabilità.

La voce! Ora ci mancava solo la voce! Immaginare cosa accadrà nei corridoi di Second Life se fino a questo momento è successo quello che è successo senza niente di niente! Ma in fondo, anche questo è commercio.

Courtney Love si spoglia per Pop

Courtney Love non è certo la donna ideale, questo lo si era immaginato. Dopo le controverse vicende del defunto consorte Kurt Cobain, l’immagine che ha sempre donato di sè sono state tutte molto molto forti, più che di una donna distrutta, quella di una vedova allegra.

Anche in passato le sue imprese l’hanno resa celebre come icona grunge femminile tanto primordiale e violenta da sfociare più di una volta nel volgare. La diva tutt’altro che inossidabile ha sempre amato mostrarsi, anche quando non era proprio il caso. Ultimamente ha dato prova della sua consueta spavalderia nel farsi fotografare nuda, coperta al massimo da un paio di calze o mutandine che coprono il copribile (non che la Love soffra di eccessiva pudicità). Qui le immagini originali censurate con attenzione, basterà cliccarci per vederle al naturale.

Le fotografie sono state scattate per la rivista POP e la copertina annuncia il contenuto. Courtney Love ha sempre stupito, ma in questo momento, la scelta di pubblicare delle foto senza veli, secondo le malelingue sembra essere tutta questione di pubblicità. Le immagini compaiono ambiguamente vicine all’uscita della sua ultima autobiografia Dirty Blonde: The Diaries of Courtney Love e ritraggono l’artista coperta di accessori Prada, gioielli Bulgari e così via.

Chi la segue da molto, come faccio anche io, sa come prendere la faccenda. Al di là delle trovate pubblicitarie, Courtney Love è già preparata alle polemiche. Ci si continua a scandalizzare per le più banali ovvietà, poi, di fronte alle cose un tantino più serie... niente di niente, vuoto, fine. Insomma, i commenti sono stati molti e anche forti, ma non c’è motivo di fare tanto rumore! E’ Courtney Love... è sempre stata così, ha sempre fatto clamore... è per questo che ora non dovrebbe farne più... ci saremmo dovuti essere abituati dopo vent’anni e invece si trova ancora il fiato per polemizzare sciocchezze del genere!

Trovata pubblicitaria?! Che così sia! Tutti cercano di fare soldi come possono. Anche Elton John avrà fatto chissà quanti soldi con la canzone dedicata a Lady Diana... Insomma, salti chi può!

lunedì 6 agosto 2007

Alcolici gratis. E la lotta alle morti sulle strade?!

Siamo in Italia, la patria di santi, poeti e navigatori... e i controsensi sono all’ordine del giorno.

In un periodo tremendo per le stragi su strade e autostrade, le notizie e i provvedimenti che arrivano da tutto il Paese sono i più disparati e soprattutto non proprio calzanti. Ricordiamo che in questi mesi, la strada mieterà le stesse vittime di una guerra per la semplice imperizia, o peggio menefreghismo, di chi guida.

E se Agip ci ricorda di Viaggiare Coccolati cioè di avere un caffè gratis la notte se iscritti a chissà quale servizio e presentandosi con una tessera per non pagare 70 centesimi di caffè, dal Nord Italia arriva un’altra intelligentissima quanto indicata promozione: il gratta-e-bevi.

Come si intuisce dal nome, i premi sono i bevande... non aranciata, coca-cola e acqua a scelta tra frizzante e gassata... sono cicchetti veri e propri! Dobbiamo dire che, per onor del vero, questi controsensi non avvengono solo in Italia e purtroppo è ancora peggio perchè ancora più persone saranno colpite dalla viva creatività di chi studia questi affari.

In America la società ferroviaria AmTrak offrirà gratuitamente bevande alcoliche ai suoi passeggeri fino al valore di cento dollari... niente male, almeno qui siamo su un treno e le possibilità che qualcuno si faccia male diminuiscono. Non diminuisce però il pericolo di risse a causa dell’abuso di alcolici. Particolari!

Incontri più frequenti nel web che dal vivo

Una lieve idea potevamo essercela già fatta, ma ora la conferma è arrivata impietosa: ci si conosce più in internet che dal vero.

Anche se i dati sono ancora piuttosto confortanti, l’ascesa delle conoscienze nel web è aumentata del 23 per cento solo nell’ultimo anno. E la cosa poco tranquillizzante è che possa aumentare irrefrenabilmente anche in futuro. Stranamente da quanto riportato da un sondaggio fatto su un campione di 960 italiani uomini e donne di età compresa tra i 25 ed i 50 anni, pare che, grazie al cielo, il 27 per cento dei nuovi incontri abbiano luogo sul posto di lavoro (27 per cento). Al secondo posto, come abbiamo detto, c’è internet che opera grazie anche a famosi portali di incontri online come ad esempio Meetic (23 per cento). Abbiamo poi ad un dignitosissimo terzo posto i centri commerciali ed i supermercati (19 per cento), seguiti a ruota dalle palestre (12 per cento).

Il dato che impallidisce davvero rispetto a quelli già citati, è questo: solo un italiano su dieci fa amicizia in vacanza. I motivi presunti (neanche tanto) sono soprattutto due: timidezza e insicurezza. Certo, facile immaginarlo! Quell’uno su dieci subisce un’ulteriore picchiata se le vacanze si fanno al mare dove notoriamente i difettucci fisici vengono completamente svelati senza pietà.

L’incoraggiamento vuole essere quello a riconquistare un tipo di comunicazione ormai perduta... volutamente perduta. Sono in pochi quelli che la rimpiangono, me compresa, pur non facendo larghissimi uso di strumenti di comunicazione sul web... o meglio si... ma gran parte con persone che già conosco. Ci vorrebbe un po’ di sana nostalgia e invece pare che parlarsi guardandosi negli occhi sia diventato totalmente fuori moda... che peccato.

martedì 31 luglio 2007

A.A.A Donatori di sperma cercasi

La nuova esaltante notizia arriva dalla Cina. In questo Paese, a causa dell’infertilità sia maschile che femminile diffusa fino al 10 per cento, sono sempre di più le famiglie che decidono anche contro la loro volontà, di ricorrere alla fecondazione artificiale nelle apposite banche del seme.

Proprio per questo motivo, sono molto molto ricercate persone disposte a donarlo. A pagamento, ovviamente, per incentivare a questa scelta e avere maggiori adesioni. Il compenso è di 260 dollari (circa 180 euro)... insomma, una bella sommetta per la fatica che porta via al donatore.

In questo modo i cinesi hanno trovato un buon modo per unire l’utile al dilettevole e guadagnarci anche qualcosa.

Questo appello è rivolto soprattutto ai giovani e agli studenti che, oltre che godere di ottima salute, si vogliono guadagnare qualche cosuccia da mettere da parte senza finire in vicoli ciechi e mettere a repentaglio la loro stessa vita diventando cavie (operazione molto più redditizia ma decisamente più pericoloso).

Se da un certo punto di vista può essere una buona occasione per aiutare le coppie sterili e guadagnarci qualche euro (che tradotto nella moneta locale, ha molto più valore che da noi), dall’altra è un metodo altrettanto comodo per i malintenzionati di abusare e spillare i soldi dei malcapitati. Proprio per questo le unità sanitarie locali hanno messo in guardia gli studenti delle Università dai finti medici che vogliono reclutare ragazzi, indicando che l’unico modo ufficiale per accedere ad una corretta operazione ed un lecito guadagno, è quello di recarsi nelle banche del seme e non seguire voci di corridoio.

Non c’è che dire... una bella notizia per i maschietti cinesi!

Scientificamente provato: cattivo tempo nel week-end

La scienza ha meramente confermato quello che noi tutti poveri impiegatucci già avevamo tristemente provato sulla nostra pelle: le belle giornate ci sono prevalentemente quando si lavora, mentre quelle brutte quando si hanno le giornate libere durante i fine settimana o nelle ferie.

Succede con insopportabile precisione. Non ci possiamo fare niente eppure non ci rassegniamo alla circostanza. Del resto è logico, vedersi devastati gli unici giorni in cui si è liberi, è un vero peccato.

A darci la conferma ufficiale sono stati due ricercatori tedeschi di nome Dominique Baeumer e Bernhard Vogel. La spiegazione è anche piuttosto scontata, ma almeno io non me ne farò mai una ragione. Secondo questi studiosi infatti, le polveri del traffico ecc ecc accumulatesi durante tutta la settimana tendono a diventare più consistenti ed accumularsi soprattutto durante il nostro sospiratissimo week-end quando, non essendoci così tanto traffico ecc ecc hanno modo di sostare nell’aria per poi dare di nuovo inizio al ciclo per la nuova settimana.

Per la stessa ragione si sono misurate le temperature più calde nella prima metà della settimana, al contrario di quelle più fredde: soprattutto sabato e domenica. La giornata più luminosa e soleggiata secondo i calcoli dei nostri Baeumer e Vogel sarà quindi il martedì. Ma a che ci serve un martedì da mare?! Siamo rientrati in ufficio da un giorno con la faccia ancora sul cuscino, ci stiamo apprestando ad un’altra lunga ed esaltante settimana di lavoro... e il sole brilla! Ma no! Deve essere a lutto come lo siamo noi e poi brillare con tutta la forza che ha in corpo quando ne abbiamo bisogno: durante il week-end!

Che la nuvola di Fantozzi esista davvero?!

venerdì 27 luglio 2007

Google si fa nero per l’ambiente

Come al solito Google trova sempre il modo per partecipare in maniera silenziosa e comunque molto influente per tutto ciò che riguarda l’attualità e l’interesse per tutto ciò che interessa il mondo. Google è del resto lo strumento più utilizzato di internet, sia come motore di ricerca che come gestore di servizi vari come gmail, analytics ecc ecc.

Google conta attorno alle 200 mila visite giornaliere e, in un momento in cui la preoccupazione fondamentale del pianeta è il dispendio energetico, anche Google da il suo importantissimo sostegno e diventa “nero”. Mi spiego meglio. Secondo un articolo pubblicato su questo blog, una pagina web (o comunque un foglio proiettato sul pc) di colore bianco consuma moltissimo in quanto l’insieme di tutti i colori e molto luminoso. In questo modo monitor tende a riscaldarsi di più e Google adotta una sua soluzione tanto semplice quanto efficace: lo sfondo del suo sito sarà nero e non più bianco. Un suo modestissimo modo per contribuire attivamente alla lotta contro lo spreco energetico.

La decisione non è da poco vista la frequenza con cui la pagina di Google viene visitata. Con lo stesso numero di visualizzazioni infatti, si andrà a risparmiare più di un quarto dell’energia che fino a quel momento sarebbe andata sprecata. Google nero ed ecocompatibile, quindi.

Come al solito il contributo sarà strutturalmente semplice ed efficace proprio grazie alla linearità con cui viene definito.

giovedì 26 luglio 2007

Rapinatore si ferma a comprare le sigarette

Si sa quanto un fumatore tenga al suo irrinunciabile vizio così come difficilmente potrà farne a meno. Certo, è comprensibilissimo. Diventa un po’ meno comprensibile se quella persona non è un comune individuo che, uscendo, si accorge di aver finito le sigarette e se ne va a comprare un pacchetto... ma è un rapinatore.

E’ successo a Phoenix, in Arizona. Un rapinatore, finito il suo da fare e nel bel mezzo di un inseguimento, ferma la macchina davanti ad un tabaccaio, entra di corsa, lascia una banconota da venti dollari sul bancone del locale e agguanta un pacco di sigarette uscendo di gran carriera e rilanciandosi in macchina. Ovviamente il comportamento era molto sospetto... non bisogna essere ella scientifica per capirlo.

Proprio per questo, quando il tabaccaio è stato interrogato e ha spiegato tutto l’accaduto, i poliziotti sono riusciti a risalire all’individuo senza nessuno sforzo... del resto era entrato a volto scoperto, l’unica cosa che l’aveva tradito era stata comprensibilmente la fretta. Ma, dico io, se avesse avuto proprio tutta questa fretta, avrebbe potuto anche soprassedere all’incombenza e procurarsi da fumare qualche minuto dopo. Probabilmente se avesse fatto tutto con calma, sarebbe stato visto come uno dei soliti clienti che si compra delle sigarette e nient’ altro.

Accidenti, giacchè doveva entrare, avrebbe potuto farlo ostentando indifferenza. Quasi mi dispiace... ma fino ad un certo punto... lo dicono tutti che fumare fa male! Chissà che questa esperienza non gli sia servita come incentivo per smettere.

mercoledì 25 luglio 2007

Ritocca una foto e dimentica l’ombelico


Trova le differenze. Qual è l’unico particolare che distingue la stessa ragazza da una foto all’altra? Su su, guardate bene e asciugatevi quel rivolo di bava che vi cala dalla bocca. E l’ombelico!

Nessun riferimento biblico, non è la Eva più famosa del mondo generata per volere divino e quindi senza ombelico. E’ qualcosa di molto più profano e indubbiamente più terreno: una modella di Playboy. E cosa ci fa senza ombelico?! Lei niente, poverina, anzi, si può dire che sia la vittima di grafici poco attenti. Il mese scorso infatti, Playboy ha pubblicato la copertina sbagliata, quella della ragazza divina (non solo per la bellezza) senza quel buchetto sulla pancia che abbiamo tutti.

Una valanga di polemiche ha sepolto la redazione del noto mensile che, in questo modo, ha dato silenziosa conferma di quanto le immagini pubblicate siano prima filtrate attraverso i potenti mezzi che i migliori programmi di grafica e foto ritocco mettono a disposizione. Fanno davvero miracoli, lo sappiamo, ma per far sparire un ombelico ce ne vuole... bisogna andare proprio con l’intenzione o piallare tutta la pancia e il tronco della ragazza.

Dicevamo delle polemiche. Non è che i lettori si siano risentiti per l’ombelico... del resto tutto quello che c’è intorno si vede benissimo. Gli appassionati hanno avuto qualcosa da dire riguardo al fatto che loro, ingenui, pensano che le immagini siano originali e quindi spendono chissà quanti dollari per vedere quelle immagini per poi scoprire che vengono ritoccate al pc. Effettivamente un po’ di delusione c’è... ma non si può neanche pensare che le foto vengano scattate e pubblicate così... senza essere anche minimamente migliorate, senza nulla togliere alla bellezza delle ragazze che ritraggono.

L’amarezza passerà presto. Al numero di questo mese, penso!

martedì 24 luglio 2007

Dimmi che seno hai e ti dirò chi sei

Ecco, questa ci mancava. La moda di quest’anno è cercare di capire il carattere e la passionalità delle donne che ci sono in giro attraverso lo scrutare il loro seno. Se già in situazioni normali si deve sostenere un uomo che parla distraendosi guardano il nostro decolletè, ora siamo davvero fritte: perchè in spiaggia l’occhio impietoso dell’uomo che già di sua natura si sofferma sulle curve femminili, sarà ancora più attento per capire il temperamento della possibile preda.

Come se non bastasse ricevere questo genere di attenzioni, ora verremo scrutate nel vano tentativo di essere conosciute nell’intimo... e praticamente siamo lì... La scienza che si occupa di queste boiate si chiama Sternomanzia ed è lei che bestemmieremo sommessamente per tutta l’estate. Secondo questa scienza, alle varie tipologie di seno viene associato un carattere più o meno dominante nei confronti dell’uomo e della vita in generale...non mi dilungherò a spiegare le varie tipologie con i rispettivi significati che però vi indico.

Allora... finita qui?! CERTO CHE NO! Perchè a quanto pare, anche i capezzoli hanno il loro bel da dire. A questo punto si fa davvero fatica a tenere sotto controllo la situazione: vada per il seno, che in qualche modo si riesce a scorgere, ma per i capezzoli?! Bisogna essere in topless e ok... ma poi se un uomo si ferma a guardare, è possibile anche che non lo stia facendo perchè è un appassionato di Sternomanzia, mi sembra logico.

Fantastico. Chissà se uscirà un qualcosa del genere al femminile. Tipo... senza andare troppo lontano, capire la caratterialità degli uomini che ci circondano, guardandogli il sedere. Per parcondicio si dovrebbe fare.

lunedì 23 luglio 2007

Pagare le tasse?! MAI!

Questa è davvero bella. Una coppia di Plainfield non paga tasse al Governo americano ormai da molti anni, nè ha intenzione di farlo.

A metà tra l’atto eroico e una vigliaccheria che aumenta esponenzialmente ogni mese come le tasse che dovrebbero pagare, i due coniugi si sono armati per bloccare le possibili incursioni che potrebbero avvenire nella loro casa. Ormai già da parecchio, lo Stato ha deciso di taglaire l’elettricità, internet, la linea dei cellulari e non fa più recapitare la posta in quella casa, ma poco importa: l’affiatata coppia non ha nessuna intenzione di tornare sui suoi passi visto che l’unica legge che seguono è “quella di Dio, non quella degli uomini” e vedono il pagamento delle tasse come un’oppressione della comune libertà di vivere... bella scoperta!

Se da una parte si può capire un ragionamento del genere, dall’altra mi suona come un’ottimo pretesto per nascondersi dietro delle convinzioni che sono di tutti, non soltanto loro, ma che attraverso il loro atteggiamento diventano lecite perchè portate avanti solo per uno spiccato spirito libertino. E’ ovvio che si ritengano ingiuste le tasse elevate, ma stando tutti sotto lo stesso cielo, ognuno deve rispondere delle sue azioni e renderne conto agli altri... facile dire “non lo trovo giusto”. C’è una marea di cose che non si ritengono giuste che si devono fare comunque... per il quieto vivere. Invece magari io mi devo sentire una scema perchè una coppietta ha deciso di non pagare le tasse (e non le paga), mentre se per caso pago il canone con un mese di ritardo, mi staccano la tv.

Non è problema della coppia che, avendo una cantina piena di provviste e casa dotata di satellite, sono anche armati fino ai denti nel caso la polizia voglia entrare in casa per riscuotere le tasse fino a quel momento non pagate (che però hanno pagato tutti i cittadini statunitensi... e non credo che tutti questi avessero voglia di farlo).

Loro sono convinti delle loro idee e non pagheranno! E non è certo per quei due milioni di dollari da pagare accumulati nel tempo, no no! E’ perchè non è giusto!

venerdì 20 luglio 2007

Clic fraudolenti in aumento

Il fenomeno dei clic fraudolenti, il così detto Click Fraud, ha subito una netta ascesa rispetto al 2006, un qualcosa pari al 15,8 per centoin più dello stesso trimestre dell’anno scorso.

In preoccupante aumento sono i botnet generatori appunto di clic illegali che sono stati in grado di manipolare nel vero senso della parola gran parte del traffico in rete. A parte i vari metodi per indurre alla generazione dei clic, relativamente diffusa, in particolare proprio i botnet si sono affermati con violenza: in tre trimestri, infatti, il numero di bot finalizzati a questo scopo non è semplicemente aumentato, ma addirittura raddoppiato.

I dati vanno a sfavore dei maggiori esponenti nel mercato del Pay-Per-Click, ovvero Google e Yahoo al momento, ma nonostante tutto, le due aziende sembrano non preoccuparsene più di tanto visto che i dati non vengono ritenuti particolarmente preoccupanti: 10 per cento di clic fraudolenti per Google e 12-15 per cento per Yahoo.

Il dato preoccupante è che avendo subito un’ascesa così rapida, probabilmente la situazione tenderà a peggiorare nettamente anche in un prossimo futuro e si teme che i dati diventeranno tali da non poter più essere ignorati.

Il bot spesso si nasconde anche dietro IP di veri utenti portando spesso al ban ingiustificato dal servizio per il malcapitato che non sa nemmeno cosa sta accadendo. Fortunatamente sia Google che Yahoo hanno metodi quasi infallibili (quasi) per riconoscere l’autenticità dei clic in entrata e in alcuni casi (ma proprio alcuni) ha ritirato il ban per l’ignaro utente.

Il fenomeno crescerà, non c’è dubbio, e prendere provvedimenti diventerà sempre più difficile, ma si sa, una volta scovato il male si trova il rimedio... basterà che si mettano a discuterne a tavolino e tutto tornerà normale... forse.

giovedì 19 luglio 2007

65.000 euro in pacco celere, grazie!

Accade in Inghilterra e ancora si stenta a crederci: un ragazzo acquista una Play Station 2 su Ebay comprensiva di due videogames e SORPRESA! Gli vengono recapitati 65.400 euro in contanti. La Play Station e i due giochi non c’erano, ma poco importava (giustamente) con quella somma avrebbe potuto vivere di rendita per parecchi anni della sua vita.

Il sospetto che qualcosa non andasse per il verso giusto, però, è venuto ai genitori che prontamente hanno portato la somma ricevuta agli enti competenti affinchè si attendesse che qualcuno ne denunciasse la scomparsa. Effettivamente la situazione fa pensare che quei soldi siano stati rubati... l’errore è troppo grosso: possono scivolare nella scatola 10, 50, 100 euro, ma non di più!

Qualcosa mi dice però, che saranno in molti coloro che denunceranno la scomparsa di quella cifra! Del resto tentar non nuoce. I patti erano questi: se nessuno avesse reclamato quei soldi o nessuno fosse risultato il legittimo proprietario degli stessi, allora la fortunata famiglia avrebbe avuto diritto di diventarne la legittima proprietaria; Al contrario, se si fosse ritrovato il vero interessato, i soldi sarebbero tornati a lui (sempre a condizione che non provenissero da traffici illegali).

A settembre conosceremo l’esito della faccenda, ma per il ragazzo non c’è nessun lietofine, almeno per il momento: non ha avuto la sua Play Station 2 e si è visto togliere da sotto al naso più di 65.000 euro. Se questo inconveniente può sembrare un’arma a doppio taglio per Ebay, io sono del parere invece che gli utenti attivi aumenteranno sperando nel colpo di fortuna (si scherza ovviamente)... e penso proprio che se quei soldi fossero arrivati ad un inglese maggiorenne che non è più sotto il giogo dei genitori, le cose sarebbero andate diversamente... e di questa storia non ne avremo mai saputo nulla!

mercoledì 18 luglio 2007

“L’erba di Grace” a Venezia: quella vera

Una signora distinta, ex bibliotecaria dell’Università di Padova con un figlio ventottenne aveva trasformato l’attico della sua casa a Venezia in una vera e propria piantagione di marijuana composta da circa 670 piantine... innanzi tutto c’è da fare i complimenti alla signora che con costanza e tenacia ha passato ore e ore a curare le preziose pianticelle assieme al figlio... e quando è stata finalmente scoperta cosa ha detto? Che il tutto era finalizzato solo a scopo personale e aveva un invidiabile pollice verde. Sulla seconda affermazione non c’è dubbio. Sulla prima vorrei astenermi da commenti ma proprio non ci riesco.

Com’è possibile che una donna di sessanta anni possa coltivarsi 670 (non una o due) piantine di marijuana assieme al figlio e poi asserire che sono per uso personale?! Mi sembra ovvio! Ci mancherebbe che andasse a spacciare o che ci mandasse il figlio, visto che è ancora giovane e forte! E poi... complimenti alla signora che ama trattarsi bene evidentemente, e si mette lì la sera col figlio e insieme si fanno una bella spippettata, giusto per dormire meglio, al posto di prendere la camomilla.

Quale madre può tenere in casa un figlio in mezzo alla marijuana?! Poi si parla tanto di dare l’esempio ai figli... è vero che arrivati ad una certa età fanno comunque i comodi loro, ma metterlo in condizione di farla diventare una situazione quotidiana e assolutamente normale mi sembra un po’ eccessivo. Per la stessa ragione è impossibile che il figlio non lo sapesse.

Che bella famigliola. Se ne vedono pochi di nuclei così affiatati e così ora che sono stati denunciati insieme, dovranno rispondere di possesso illecito di sostanze stupefacenti... e se una canna in una vita non fa male, certo qualcosa la farà se se ne coltiva un giardino intero!

Complimenti ancora per il suo pollice verde! Ora che sarà in questura, si fumi quello nell’attesa di ritornare a casa!

martedì 17 luglio 2007

Il “Vaffan****” legalizzato

La notizia arriva dalla Cassazione che come al solito ne ha studiata un’altra delle sue. Le novità fino a questo momento erano poche e piuttosto famose come ad esempio il fare le corna dal finestrino ad un altro autista o ad un pedone costituisce reato... e anche un’altra boiata: chi violenta una donna che non è più vergine è meno colpevole di chi ne violenta una vergine... sarà... comunque era per far capire il calibro delle decisioni prese fino ad ora.

Ora il “vaffan****” urlato di petto durante le riunioni politiche non verrà più considerato come un’offesa... certo non sarà preso neanche per un complimento, ma una vera e propria offesa no. Durante le riunioni politiche però, c’è da dire che i limiti erano già pochissimi e raramente penalizzati; ora, ammettere anche l’epiteto poco elegante porterà ogni politico a mandare allegramente al diavolo chiunque non concordi esattamente con quello che afferma... accidenti che bella conquista!

La decisione è stata presa dalla Cassazione quando, durante un incontro politico, un esponente del partito di sinistra ha mandato affan****” un suo collega del partito opposto che asseriva che, ad essere comunisti c’era solo da vergognarsi. Lasciando da parte quanto fosse stata giusta o meno quanto esponeva uno o l’escalmazione dell’altro, rimane il fatto che la “legalizzazione” di questa formula diventa un po’ eccessiva e soprattutto poco necessaria... i nostri politici non hanno mai avuto inibizioni, siamo abituati a vedere striscioni e sentire cori al Parlamento del resto! Ci mancava solo questa!

A quanto pare la liberalizzazione dell’invito ad andare a fare proprio lì deriva dal fatto che effettivamente il termine non è una vera e propria offesa, ma un semplice eufemismo che sta per “non mi piace quello che dici, lasciami in pace”. Si, ma così il campo si allarga spaventosamente! Ci sono un sacco di termini di questo tipo che vogliono significare un concetto esprimibile non a parolacce... allora legalizziamo anche “sei un co*****e” che sta per “non penso che il tuo cervello sia normo-dotato”... quasi quasi lo propongo in Cassazione! Così mi faccio anche amico qualche politico!