venerdì 29 giugno 2007

Sempre più cellulari nel mondo

 3 miliardi di cellulari previsti per la fine del 2007

Impensabile farne a meno. Il successo del cellulare, prima status symbol riservato a pochi privilegiati e oggi accessorio necessario e versatile alla portata di tutti, sembra aumentare giorno dopo giorno.

Ipotizzare un crollo delle vendite nel campo tecnologico o delle casse dei gestori che offrono sempre più servizi agli utenti, sarebbe un evento catastrofico. Ma niente paura. Il mercato della telefonia mobile procede la sua espansione a grandi passi.
E il rapporto pubblicato da The Mobile World, azienda di analisi britannica specializzata nelle ricerche di mercato, parla chiaro.

Se fino a marzo 2007 le vendite hanno registrato 240 milioni di cellulari con un numero di 135 milioni di abbonati, il futuro si arricchirà di nuovi utenti. Si prevede infatti che, entro la fine dell’anno, più di 3 miliardi di persone disporranno di un cellulare. Metà della popolazione mondiale sarà così fruitore della telefonia mobile, un grande universo che annualmente vede crescere i numeri degli abbonamenti e degli introiti.

Cina, India e Africa, sino ad oggi in disparte, si adegueranno ai tempi moderni. E’ grazie a loro, rivela il rapporto presentato due giorni fa, che aumenteranno le richieste. Il tutto sarà semplificato anche dal lancio di modelli low-cost di giganti come Nokia e Motorola.

Il cellulare intanto continua la sua ascesa da protagonista. Modelli sempre più tecnologici che, oltre a permettere videochiamate e l’acquisizione dal web di contenuti multimediali, stupiscono per notizie curiose.
Stilisti e aziende mondiali, tra quest’ ultime la Jaguar, che firmano design accattivanti; cellulari che rivelerebbero l’imminente arrivo di fulmini; modelli flessibili che si arrotolano come giocattoli di gomma. Proprio ieri parlavano sulle nostre pagine del cellulare che si alimenta a energia solare.
Il catalogo è veramente ampio. E ora c’è anche Mopay, il sito che dona la giusta sepoltura ai cellulari sorpassati. Basta scegliere le frasi suggerite dal portale per il triste congedo, stampare il PDF che si ottiene e conservarlo in ricordo dei bei tempi andati.

Qualcuno però rimpiange il telefonino di un decennio fa. Esteticamente poco gradevole, dal peso forse eccessivo, ma dall’uso facile e intuitivo che aveva un unico scopo. Quello di telefonare.

giovedì 28 giugno 2007

Nasce il primo cellulare a energia solare

Si sa bene che appena arriva una bella novità nel campo della tecnologia, la maggior parte delle volte viene dall’Oriente. L’ultima trovata infatti arriva direttamente dalla Cina, per adesso fa sorridere ma i presupposti sono ottimi.

Si parla del primo cellulare auto alimentato ad energia solare, si chiama S116 e per adesso si è fatto conoscere solo attraverso pubblicità varia, ma sembra che vedrà la luce molto presto. Il Paese tester sarà in questo caso la Cina e almeno all’inizio si eviterà di esportarlo per non cominciare da subito una guerra con gli altri produttori che vogliono imitarlo e scansare un eventuale flop vedendo come si comporta nel solo Paese che l’ha prodotto e quindi correggerlo prima di diffonderlo.

Il cellulare solare nasce per risolvere quel fastidiosissimo problema di trovarsi con la batteria scarica proprio quando ce n’è più bisogno: con la luce del sole questo intoppo non esisterà più, assicura la casa produttrice Hi-Tech Wealth, visto che il dispositivo riesce a caricarsi anche con la luce di una candela, di un lampadario o di una giornata nuvolosa. Ovviamente la velocità di ricarica dipende dalla potenza della fonte luminosa.

Il prezzo è attualmente di circa 500 dollari... e già qui nascono le prime polemiche perchè con quella cifra ci si potrebbe già comprare il futuro nato i-phone di casa Apple, ma qui la situazione è totalmente diversa: finalmente si potrà avere a disposizione un cellulare che usufruisca di una fonte di energia inesaurubile.

Per adesso comunque il telefonino non si dimostra particolarmente potente, ma essendo praticamente neonato, la Hi-Tech Wealth promette ovvi miglioramenti del sistema: ora come ora per circa quaranta minuti di conversazione è necessario esporre il S116 alla luce solare non meno di un’ora... beh tantino. I miglioramenti arriveranno di certo, ma quello che fa piacere sentire è finalmente l’interesse a cambiare un po’ strada e utilizzare queste fonti continue e non inquinanti.

Dalla Cina con furore, quindi! Se le cose andranno bene come ci si aspetta, tra un annetto potremo godere anche noi di un simile accessorio, finalmente utile e pratico, non le solite cose assurde che poi non si riescono neanche a usare e non servono neanche a molto! Non resta che aspettare!

mercoledì 27 giugno 2007

Arriva l’i-Phone: è il delirio

Questa volta la trovata giusta sembra averla fatta la Apple. Già da un po’ si sentiva vociferare dell’i-Phone, ma fino ad ora non se ne era parlato più di tanto, si pensava ad un progetto come quello del Google Phone di cui si vocifera da mesi ma che sembra non verrà dato alla luce per adesso.

L’i-Phone nascerà presto invece: venerdì per l’esattezza. Quello che sorprende è l’atmosfera di ansia e la corsa sfrenata a vederlo che è riuscita a creare la Apple che forse non si aspettava un’accoglienza tanto calorosa. L’accessorio vanta enormi comodità e soprattutto un’incredibile praticità d’uso grazie allo schermo sensibile al tocco senza nessun bisogno del pennino, si potrà ascoltare musica, vedere filmati, accedere a contenuti multimediali in genere come audiolibri o veri e propri programmi televisivi. Tutte le comodità vanno di pari passo col prezzo: 499 dollari il modello da 4 GB e 599 quella da 8 GB escluse le tariffe per usare l’i-Phone non solo come un giochino ma anche come un cellulare: per queste si parte dal minimo di 59.99 dollari al massimo di 219.99, la tabella con i relativi prezzi è esposta qui cliccando sulla sezione Activation/Plans/Services in basso a destra (in inglese ma le cifre non hanno bisogno di commenti) ed è valida per la partnership che la Apple ha intrapreso col gestore telefonico AT&T. E poi bisogna pagare 36 dollari per attivare il prodotto... altri 170 circa nel caso si voglia recedere... e il recesso non deve avvenire prima di 2 anni dalla data di acquisto... altrimenti: penale! Insomma con 700 dollari scarsi si avrà un gioiellino... come se fosse poco!

Ora, il brutto è un altro. Il brutto è sapere che in America l’uscita dell’i-phone sia prevista ufficialmente il 29 giugno... e le persone fanno già la fila fuori dagli Apple Store! Con due giorni di anticipo! Ma non fanno così neanche per i concerti col tutto esaurito! Poi ci sono i anche i dritti che si vendono a peso d’oro la propria posizione nella coda. Qui si rasenta l’inimmaginabile, la fretta e la furia di trovarsi ad essere i primi ad averlo... quando invece si potrebbe aspettare anche solo qualche mese per vederlo svalutato già di un centinaio di dollari, farlo testare ben bene ai primi che l’hanno comprato così si trovano tutti i bugs o intoppi vari e quando si va a comprarlo un po’ dopo, è bello che perfezionato!

Tutte le informazioni sono reperibili dal sito http://www.apple.com/iphone/ . Purtroppo il sito è disponibile solo inglese visto che il sito ufficiale della Apple italiano non ne parla data l’uscita dell’iphone solo in America, almeno per il momento.

Ora aspettiamo che arrivi anche in Italia... chissà che non cominceranno a fare la fila da adesso.

martedì 26 giugno 2007

La Malware-Psychology

Non che ce ne fosse bisogno, in linea di massima lo si sapeva già, ma ora la situazione comincia ad assumere una piega preoccupante. Si parla dei malware che, se prima erano dei semplici truffatori che approfittavano dell’ingenuità dell’ignaro utente, ora sono diventati degli esperti psicologi che riescono a scrutare negli animi facendo leva sugli istinti più bassi delle persone che cercano maggiori profitti, amore (o più frequentemente, sesso) e appuntamenti vari.

Lo scopo è sempre lo stesso: portare l’utente a cliccare link, aprire allegati e così via, ma queste sono le vie più riconoscibili e quindi relativamente evitabili a seconda dell’esperienza dell’utente. Fin qui le cose sono più o meno semplici: quando si vede una mail sospetta, ad esempio, mai accedere ai contenuti del sito che segnala o, peggio ancora, lasciare i propri dati personali. Perfetto. Il trucco comincia ad essere svalutato e sono sempre meno le persone che ci cascano... e quindi? Il lavoro dei malware non si può fermare ad un intoppo del genere e proprio per questo motivo entra in campo tutta la psicologia umanista che sembrerebbe estranea ad un cyber-truffatore. Se una banca con un nome incomprensibile vi manda una mail scritta totalmente in tedesco e poi spunta un link... beh, difficilmente inseriremmo codici nel sito indicato, è ovvio.

Ma se la mail è di un vostro caro amico che avete perso di vista da molti anni? Magari, nel piacere di parlare si cominciano a raccontare i propri guai e anche lui racconta i suoi, proprio come farebbero due amici. Attenzione! Questo non vuol dire che i vostri amici spargano malware per la rete, ma che la persona che vi vuole danneggiare è riuscita ad avere informazioni utili su alcuni fatti del vostro passato e si presenta come un mittente plausibile di cui vi fidate ciecamente. Qui, il cyber-criminale fa leva su argomentazioni forti come la paura e l’insicurezza facendo in modo che il malcapitato gli si senta vicino e raggiunga un tale rapporto di fiducia e comprensione da portarlo a confrontarsi attivamente con lui e rilasciare informazioni a cuor leggero, senza preoccupazioni.

Non più semplice pubblicità accattivante, quindi, ma vere e proprie maschere verosimili per non destare il minimo sospetto. Un modo in meno per potersi difendere e un bel vantaggio per i diffusori di malware che non devono più trovare il modo di eludere i programmi di sicurezza adatti e arrivare direttamente al destinatario.

Come se non fossimo già abbastanza in pericolo... e intanto il fenomeno cresce!

La cultura è giovane


La cultura sopravvive grazie ai giovani. Questi i risultati emersi ieri a Roma alla presentazione del quarto rapporto Federculture.

Nel 2006 infatti, i ragazzi tra i 14 e i 29 anni sono stati i maggiori consumatori di cultura dedicando molto tempo a musei e mostre, cinema, concerti e spettacoli di danza. Minore la predisposizione, invece, alla musica classica e lirica.

Questo interesse alla vita culturale ha portato, nelle famiglie italiane, un aumento dei consumi del 6,5 per cento. Nonostante ciò, restano visibili e forse insormontabili alcuni freni che, se rimossi, potrebbero portare a un ulteriore sviluppo. Il principale ostacolo è semplicemente l’elevato costo per accedere ad alcune manifestazioni. Inoltre i giovani spesso vivono la cultura anche in prima persona, dedicandosi a qualche forma di produzione artistica: si va dal teatro, alle arti figurative, al cinema.

In Italia, sono le grandi città ad avere un pubblico giovane come principale fruitore di cultura: Roma, Milano Firenze Torino e Genova guadagnano i primi posti. E, sempre l’Italia, nel 2006, è stata protagonista di un incremento di turismo culturale. Oltre 22 milioni di stranieri hanno preferito soggiornare nel Bel Paese, con un aumento del 7 per cento rispetto al 2005.

Merito anche degli eventi culturali che hanno attirato l’attenzione tra gli italiani e i turisti. Due nomi da citare in primis: le Olimpiadi della Cultura di Torino, che hanno registrato quasi mezzo milione di presenze, e la Fiera internazionale del libro con 300mila visitatori.

lunedì 25 giugno 2007

In Svizzera, Internet per tutti

C’è poco da fare, l’Italia sonnecchia e tentenna fortemente un po’ in tutto a confronto degli altri Paesi Europei, ma oggi abbiamo un motivo in più per guardare i nostri vicini con un pochino di invidia in più e prenderne il buon esempio (magari!) o almeno la buona volontà.

Questa lo stimolo al miglioramento viene dalla Svizzera che fornisce GRATUITAMENTE la connessione ADSL indistintamente a tutti sul suo intero territorio. Il modello è diventato ancora più esemplare di quello di qualche anno fa della Francia che foniva connessione a banda larga a prezzi bassissimi ma in modo capillare ed efficente garantita da una forte concorrenza di gestori.

La compagnia che si è conquistato questo prestigioso servizio in Svizzera è la Swisscom come “concessionario del servizio universale” cioè come distributore del servizio a tutti indistantemente sul proprio territorio nazionale, in seguito è stata la Swisscom di sua iniziativa a rinunciare a qualunque tipo di compensazione economica... ma non è tutto oro quel che luccica. Sotto il falso e facile scoop della banda larga gratuita, si nascondono però dei cavilli che di solito non vengono spiegati con altrettanto clamore: la Swisscom non chiederà compenso per gli anni in cui le è stata concessa la diffusione del servizio, ovvero il periodo che va dal primo gennaio 2008 al 2017, ma sotto il controllo della Comcom (la Commissione federale delle comunicazioni) potrà chiederlo in tempi successivi in base ai costi sostenuti.

Beh, non che la cosa sia scandalosa... non possono fare certo beneficenza! L’iniziativa è comunque più che meritoria visto che si sa con certezza che almeno per una decina d’anni la diffusione dell’ADSL sarà gratuita.

Tutte le informazioni del caso sono reperibili nella sezione italiana del sito www.comcom.admin.ch , quello ufficiale che ha curato con attenzione l’affido del servizio univesale alla Swisscom.

Al di là dell’eventuale prezzo da pagare in seguito, la situazione è più che ottima e non è nuova presso la Svizzera che, già due anni fa vantava il 98 per cento della copertura adsl sul territorio nazionale, quindi niente di utopico o quasi futuribile: le basi c’erano, già molto forti e radicate, oggi si è praticamente completato un progetto iniziato un po’ di tempo fa.

E noi guardiamo. Chissà che non arriverà il giorno anche per noi di vederci connessione adsl gratuitamente a casa... pensando che in molti paesi d’Italia non c’è ancora l’ADSL, sembra che quel giorno arriverà in un futuro piuttosto remoto. La speranza è l’ultima a morire, in fondo! Magari sentendoci un po’ inadeguati rispetto ai nostri vicini, ci faremo largo a gomitate.

Se servisse! In pochi ci credono, ma chissà, aspettiamo ancora un po’.

venerdì 22 giugno 2007

Manhunt 2 in Italia? No, grazie

Per una volta in Italia si riesce a bandire qualcosa! Per la verità con i videogiochi abbiamo mantenuto sempre una buona fama e ora, tanto per non smentirci, rimane molto in dubbio l’uscita di Manhunt 2, uno dei giochi più violenti e inquietanti almeno degli ultimi mesi dopo l’altro spietato Rule of rose.

Manhunt 2 è stato già vietato in Inghilterra e Irlanda a causa dei suoi contenuti e delle scene di estrema violenza, ma il problema non sembra più neanche risolversi nelle immagini crude e sanguinolente, ma nelle vere e proprie espressioni di sadismo, crudeltà ed efferatezza che si consumano all’interno del gioco.

Tanto allarmismo deriva dal fatto che ormai questo genere di passatempo è sempre più radicato nella vita dei giovani e il terrore è sempre quello che questio viideogames possano portare ad uno spirito di emulazione nei confronti dei personaggi del gioco un po’ troppo accentuato. Le istigazioni all’omicidio sono all’ordine del giorno nei videogame, ma ci sono quelli come Manhunt 2 che riescono addirittura a superare il limite anche quando non proprio necessario: il sangue non stupisce più? Allora sarà perchè ce n’è troppo poco! Mettiamone di più!... Il ragionamento fila fino ad un certo punto, ma non sarà che tutto questo orrore possa dopo un po’ stancare davvero e far quasi perdere sensibilità a chi ci gioca?!

Più che essere questione di violenza, è questione di cattivo gusto. Ci sono mille modi per uccidere persone, sono anni che Lara di TombRaider va piantando pallottole nella cervella delle persone senza fare una piega, ma non c’è bisogno di stare lì a infierire! Figurarsi che in Manhunt puoi scegliere! Sì sì, scegliere! Scegliere se soffocare, decapitare ecc il proprio nemico! Accidenti, bella scelta!

D’altra parte siamo sommersi dalla violenza in tv ecc ecc, ma non mi sembra che sia una buona ragione per piantarcene dentro dell’altra! A sentire la Rockstar, la casa produttrice di Manhunt 2 il gioco è un’opera d’arte... sarà... intanto si sta mettendo in guai economici perchè non riesce a rientrare nelle spese necessarie alla produzione del gioco. Del resto l’innovazione porta sempre qualche polemica... ma almeno si trattasse di innovazione! Qui c’è solo tanta esasperazione!

Vediamo come va! Manhunt 2 si preannuncia un mezzo flop e ha collezionato un mare di polemiche. A voi le opinioni.